著者
武田 好
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.41, pp.184-204, 1991-10-20

In Italia il femminismo del secolo scorso non emerse come un vasto movimento di donne : all'inizio e stato soprattutto un movimento di antesignane delle idee di emancipazione per i diritti delle donne e, alla fine, fino ai primi anni del nuovo secolo, un movimento per il suffragio. Nel dibattito sulle leggi a tutela delle lavoratrici, si evidenziarono le diverse impostazioni tra le diverse componenti del movimento femminile. Il progetto di legge redatto dalla Kuliscioff prevedeva la riduzione della settimana lavorativa a 48 ore, la limitazione dello straordinario, il divieto di impiego in lavori insalubri o pericolosi, il divieto del lavoro notturno e il congedo di un mese, pima e dopo il parto. Rispetto a questa proposta, la Mozzoni si dichiaro nettamente contraria e, nel 1898 sull'Avanti, sostenne che le lavoratrici sarebbero state escluse dalle fabbriche, disperdendo cosi la coscienza acquisita fuori casa. La Kuliscioff, come socialista, ribatteva che la legge non avrebbe allontanato le lavoratrici dalle fabbriche, ma anzi, avrebbe dato loro il tempo per formarsi una coscienza di classe. La Mozzoni, una delle prime femministe del secolo scorso, dopo circa dieci anni di collaborazione con i socialisti, si rese conto che col partito non si sarebbe potuta realizzare una effettiva parita tra i due sessi, che troppo forti erano i pregiudizi maschilisti. Pero, senza un partito che potesse incidere sul parlamento, la sua lotta a favore delle lavoratrici, perdeva di efficacia. La legge Carcano del 1902, il cui fine era la tutela della specie umana e di conseguenza la tutela della donna-madre, stabiliva per le donne un orario massimo di 12 ore giornaliere e il congedo di maternita ; ma accantono la questione della parita salariale e la cassa di maternita, con l'appoggio degli antifemministi socialisti. Questa legge, come la Mozzoni aveva previsto, contribui a rafforzare l' idea di una naturale inferiorita della donna e, inoltre, incentivo il doppio lavoro delle donne. La Mozzoni, come i socialisti, era favorevole al lavoro extradomestico, ma era una femminista al di fuori del partito. La Kuliscioff, invece, era prima socialista e poi femminista, per cui dovette rinunciare a delle istanze paritarie di fronte all'ostruzionismo dei compagni di partito. Nelle loro contraddizioni si rileva il limite del femminismo di quel periode e, in parte, di quello attuale. Cioe, da una parte esiste un problema politico sociale : I rapporti delle classi sociali all'interno di un sistema produttivo (borghesiaintellettuale e proletariato). Dall'altra. c'e il problema dei rapporti intersessuali in tutti i settori (famiglia, lavoro, religione, ecc). E proprio in quest'ultima definizione di rapporti che si colloca la questione femminile (quella passata e quella attuale) e la conseguente emancipazione femminile, intesa soprattutto come capacita di autocoscienza e di conoscenza reciproca (donna-uomo).

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CiNii 論文 - 『 1898年の女性労働保護法論争について : モッツォーニとクリショフの女性解放思想』です。 https://t.co/EOGo1oca4B
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