6 3 0 0 OA 悪魔の系譜

著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.4, pp.1-15, 1955-12-30

L'autore traccia i caratteri e fisionomie dei diavoli nella letteratura medioevale e del Rinascimento basandosi sulla scienza del diavolo di vari autori come S.Gregorio e Caesarius di Heisterbach. L'autore riprende in esame la questione dell'origine ebraicobiblica e classica dei diavoli, da quella di carattere feroce e bestiale di tempo antico fino a quella addolcito come Oliver(Caes. di Heist. V.37)e quella melanconica, come il diavolo della "Strage degli Innocenti" del Marino. In fine si preoccupa di spiegare il silenzio di Lucifero nell'Inferno della Divina Commedia.

4 0 0 0 OA イタリア語論

著者
ボンファンテ G. 野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.18, pp.8-21, 1970-01-20

Prima di tutto, l'A.esamina la tradizione linguistica latina della lingua italiana e mette in rilievo l'elemento ellenistico del latino. L'A.evoca la diffusione della lingua greca nel latino e dice che la lingua greca penetrata a Roma si diffondeva specialmente in due ambienti diversi ; i poveri ebrei emigranti e i ricchi romani aristocratici. Per testimoniare cio, l'A.dice che Cesare grido l'ultima parola(Tu quoque fili!)in greco, quando fu attacato da Bruto(Brutus 40)ed anche l'assassino Casca grido le parole degli aiuti al suo fratello in greco(Caesar 46). In oltre, l'A.conferma che la lingua greca della Italia meridionale(Calabria e Salentum)e conservata non soltanto ne'llepoca romana ma anche oggi. In seguito, l'A.spiega brevemente la ragione perche ci sono molte differenze fra le lingue romanze e per quanto riguardo alla lingua italiana, sottolinea l'influenza di substratum di lingua etrusca e lingua umbra e lingua osca ed alla fine esalta l'importanza di Dante Alighieri che diede grande contribuzione per la formazione di lingua italiana.
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.3, pp.11-27, 1954-12-30

L'opera non si presenta come frutto di diligenti considerazioni su vari problemi d'oltretomba di diversi scrittori di Grecia e di Roma e d'Italia ; si presnta piuttosto come frutto d'una meditazione che ha ocupato la mentesu un problema fondamentale del mondo d'oltretomba cioe la struttura. L'autore rivolge la sua attenzione verso l'attitudine di diversi scrittori quando spiegano l'itinerari dei peregrini in quel mondo fantastico esaminando se la strada che loro seguno sia stretta o larga, scende o sale oppure sia circondata dai boschi o laghi ecc. ed alla fine conclude che il mondo d'oltretomba dantesca e architettonicamente piu completo, ma nello stesso tempo non nega una forte influenza irlandese sulla Divina Commedia.
著者
野上 素一
出版者
日本西洋古典学会
雑誌
西洋古典學研究 (ISSN:04479114)
巻号頁・発行日
vol.3, pp.104-111, 1955-05-10

2 0 0 0 OA 晩年のダンテ

著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.21, pp.1-10, 1973-03-20

Non si sa con precisione quando Dante si trasferi da Verona a Ravenna, secondo Boccaccio sembra che cio avvennisse verso il 1314, e Villani e della stessa opinione. Ad attrarlo dovette essere la citta : quieta, chiusa nelle memorie del suo glorioso passato, essa aveva qualcosa di tombale, che a Dante doveva piacere assai. Sepolcri di marmo erano sparsi sui sagrati delle sue cento chiese. E fra gli archi e le torri crescevano acacie e cipressi. C'erano monumenti solenni : la Porta Aurea, la basilica Ursiana con le sue cinque navate, Sant' Andrea dei Goti, la Chiesa palatina consacrata da Galla Placidia alla Santa Croce. Molti dicono che Dante venisse a Ravenna come lettore di retorica nello Studio, che Guido Novello curava in maniera del tutto particolare. E la cosa sembrerebbe confermata dall'epitaffio che poi Giovanni del Virgilio, contemporaneo del Poeta, fece iscrivere sul suo sepolcro : Theologus Dantes. A quei tempi, Theologus stava per professore, anzi per maestro. Dante, come abbiamo detto, non aveva titolo accademico per meritarsi di questa qualifica. Ad ogni modo una cosa e certa : che la fama di Dante a Ravenna era proprio quella del professore.
著者
ブッカレルリ パルマ 野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.16, pp.101-110, 1968-01-20

Questo e un brevissimo riassunto della conferenza della Dottoressa Palma Bucarelli, direttrice della Galleria d'arte moderna di Roma. Ha illustrato molto chiaramente la storia dell'arte italiana cominciando dal 1910. Prima di tutto ha spiegato il movimento futurista, concludendo che il futurismo ha avuto un aspetto polemico, violentemente agressivo e distruttivo, e un aspetto positivo e costruttivo. Poi essa e passata a spiegare il destino di questo movimento che si e trasmutato. Per esempio essa ha parlato di Umberto Boccioni, Antonio Sant'Elia, Giorgio De Chirico. In quanto ai metafisici italiani, essa ha detto che essi sono stati fenomeno parallelo al "rappel a l'ordre" francese. Ha parlato di Amedeo Modigliani, Alberto Magnelli, Gino Severini, Massimo Campigli. Essa ha detto giustamente che il periodo che va dal 1930 all' inizio della seconda guerra mondiale non e stato un tempo felice per l'arte italiana. Essa ha detto poi come e trascorso questo tempo infelice per i grandi artisti come Giorgio Morandi, Tosi, De pisis, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzu ecc. Secondo essa tutti questi artisti si impegnano soprattutto ad opporre una tradizione seria, autentica, fatta di valori concreti, alla falsa tradizione classicistica dell'arte ufficiale. Con la guerra e la fine del fascismo cadono tutte le barriere tra l'arte italiana e la cultura europea. Gli elementi risolutivi dell'intricata problematica del dopoguerra sono da cercarsi special mente nelle opere di tre artisti: Lucio Fontana, Alberto Burri e Giuseppe Capogrossi. Essa ha chiuso la conferenza mostrando lo sforzo compiuto dagli italiani di questo secolo per diventare cittadini del mondo.
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.11, pp.1-5, 1962-12-30

Dante era ancora giovane quando fu cacciato dalla Firenze(aveva soltanto ventisette anni)e doveva pellegrinare tutta la vita a traverso d'Italia dal 1302 fino al 1321. Quasi tutte le opere sues ono state scritte durante questo lungo viaggio. L'A., tenendo presente tale particolare esperienza di questo poeta suppone che del ricordo dei luoghi italici deve essere disseminato nella suo opera principale Divina Commedia. Ma esaminando prudentemente, L'A., scopri che tale ricordo, piu intenso nell'Inferno va via via diminuendo d'intensita e di frequenza nel Paradiso. Perche Dante ha dessunto dal mondo animale e dalla natura, dai fenomeni fisici e dalle creazioni dell'arte si vadano via via riconducendo al due ordini piu alti della luce e della musica. Dopo tale osservazione genererale, L'A., esamino come Dante abbia criticato due citta(Firenze e Roma)nella Divina Commedia. Secondo concetto di Dante, Firenze era la terra a lui piu caramente dietta, percio non poteva nascondere il suo sentimento di nostalgia per questa citta nativa, nonostante sentiva sempre forte odio per fiorentini che avevano la corrotto. Invece secondo il concetto di questo poeta, Roma era citta ideale come si vede chiaramente nell parole che si trovano nel Canto II d'Inferno "nell'empireo ciel per padre eletto". Dante invece considera che Roma fu destinata dalla volonta divina come la Sede d'Impero e nello stesso modo come la Sede di Cristo percio bestemmia il Pastore corrotto, chiamandolo puttana sciolta nel Canto XXXII del Purgatorio.
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.12, pp.111-114, 1964-01-20
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.13, pp.1-6, 1965-01-20

Tutti conoscono in Virgilio la guida di Dante nella "Divina Commedia", ma l'A.desidera chiarire il sentimento intimo di Dante verso Virgilio durante il viaggio nell'oltremondo in particolare riguardo agli appellativi di Virgilio che sono stati adoperati in quest' opera. L'A., prima di tutto esaminando tutti gli appellativi di Virgilio nella "D.C.", scopre che ne sono due tipi. Il primo e l' appellativo piu comune come "il poeta"(Inf.I.130 ecc.), "il poeta che mi guidi"(Inf.II.10 ecc, )"il savio mio"(Inf.XIII.47 ecc.) ; invece il secondo tipo, cioe l' appellativo con il suo proprio nome, e piu raro e speciale, e si trova solo ventisette volte. L'A.ammette che questo secondo appellativo e stato usato qualche volta soltanto allo scopo di rompere la monotonia dello stile(Inf.XIX.61.Inf.XXIX.4 ecc.)e nello stesso tempo ammette che tal volta era necessario, anzi indispensabile per evitare equivoci.per es.nel Purg.II・61., Dante chiama la sua guida Virgilio perche un nuovo gruppo di gente arriva all'Antipurg.e fra essi potrebbe esserci anche poeti e i savi, come pure nel purg.dove incontrano parecchi poeti e savi insieme con Dante come Sordello, N.Visconti, e Currado. Ma l'A.e convinto che il caso vero e proprio, in cui era necessario chiamare questo poeta latino con il suo proprio nome, era quando l'autore della D.C.voleva mostrare una forte emozione verso Virgilio in qualche speciale tratto di questo viaggio come nell'Inf.I.79 dove il cuore di Dante e gonfio di gratitndine verso Virgilio per il suo proprio soccorso quando egli era minacciato da tre fieri e come nel Purg XXX.46-51.dove Dante e colpito da grande tristezza a causa d'improvvisa scomparsa di Virgilio e la sua emozione e talmente forte che grida tre volte ripetutamente il nome di Virgilio e neppure l'apparizione di Beatrice riesce a consolarlo anzi la figura di questa donna beata sembra ora antipatica a Dante,
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.12, pp.1-6, 1964-01-20

L'A.stesso ha minima di negare l'opinione pubblico che dice Boccaccio e un letterato che ama e s'interessa di piu ad Essere umano che a Natura, ma cerca nello stesso quanti animali sono stati raccontati nel suo opera principale, Decameron. Percio l'A.esamina ogni novella di questo romanzo, uno per uno, e scopre che ci sono stati raccontati parechi animali, tra cui il cavallo e piu favorito(il cavallo e stato raccontato ben 133 volte in quest'opera). Cio dimostra un fatto che questo animale e stato il mezzo piu comune di viaggio in medioevo e quan-do l'uso di cavallo e aumentato, il mercato di cavallo e stato tenuto spesso in varie citta italiane(nel Decameron noi troviamo un episodio di Andreuccio da Perugia, che e venuto a Napoli a comperare cavalli ed e stato rubato del denaro da una donna siciliana nella novella V di II giornata)e la novella VII di II giornata e la novella II di III giornata di questo romanzo dimostrano chiaramente che c'era forte richiesta di pallafrenier come oggi meccanici di automobili sono molto ricercati. Secondo l'opinione dell'A., gli altri animali raccontati nel Decameron non hanno nessun altro valore che figurativo, come per esempio "quasi cicogna divenuto si forte batteva i denti"(novella VII di VIII gioranta)e "il frate montone diede la borsa"(novella III di IIIgiornata). Alla fine, L'A.per paragonare l'idea di Boccaccio con quella di Dante cita alcun brano di Canto VII di Paradiso di Divina Commedia che dice : "L'anima d'ogne bruto e de le piante di complession potenziata tira lo raggio e 'l moto de le luci sante ; ma vostra vita sanza mezzo spira la somma beninanza, e la innamora di se si che poi sempre la disira." e poi alcun brano di novella I di V giornata del Decameron che dice : "Certo niuna altra cosa se non che l'alte virtu dal cielo infuse nella valorosa fossono da invidiosa fortuna in piccolissima parte del suo cuore con legami fortissimi legate e racchiuse, quali tutti Amor ruppe e spezzo, si come molto piu potente di lei ; e come eccitatore degli addormentati ingegni, quelle da crudele obumbrazione offuscate con la sua forza sospinse in chiara luce, apertamente mostrando di che luogo tragga gli spiriti a lui suggetti e in quale gli conduca co'raggi suoi." e quindi conclude che in vece Dante considera l'anima d'essere umano ispirata sanza mezzo da Dio e perfettamente e immutabilmente differente dall'anima di bruto e piante che tirano soltanto il raggio della stella (angelo), Boccaccio permette la possibilita di far assimilare l'anima di bruto e piante all'anima umano con l'aiuto d'Amore.
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
vol.9, pp.1-7, 1961

<p>Novellatori e novellatrici del Decameron quasi sempre usano le parole d'appello prima di cominciare a novellare. Queste parole d'appello sono "carissime donne" "valorose donne" "bellissime donne" ecc. e ne troviamo circa 83 specie in tutto Decameron, ma abbiamo escluso(dal punto della vista del valore di queste parole d'appelloche sono usate nella novella e fuori della novella)quelle che sono state adoperate nella Introduzione e nel proemio del IV giornata e nella Conclusione dell'autore. Anche abbiamo escluso quelle che sono state adoperate da alcuni novellatori o novellatrici dopo aver finito a raccontare le novelle. Dunque, troviamo un fatto singolare che alcuna parola d'appello sono preferite da qualche particolare novellatore o novellatrice. Tra 83 parole d'appello, l'unica che era adoperata da tutti e "carissime donne" un tipo molto comune nello stesso tempo senza particolare colore. Invece "valorose donne" e stata adoperata 4 volte, 2 volte da Pampinea, 2 volte da Neifile e una volta da Emilia ed alla fine 3 volte da Filostrato. Ma non possiamo valorizzare sullo stesso livello "valorose donne" adoperata da Filostrate con le altre valorose donne" adoperate da novellatrici, perche Filostrato e uomo e possiamo sospettere che nella parola d'appello usato da novellatore si mescola qualche senso di lusinga che non si trova nella parola d'appello pronunciata da novellatrice. Dunque troviamo Pampinea e Neifile(queste due dame certamente possiedono qualche carattere simile)che adoperano e preferiscono di piu questa parola "valorose donne", pero tenendo in considerazione che Pampinea adopera una volta l'altra parola d'appello simile cioe "valorose giovani", possiamo considerare che Pampinea abbia usato di piu questo tipo di parola d'appello fra dieci novellatori di Decameron. Ciascuno e libero di adoperare qualsiasi parola d'appello ma solamente Pampinea e Neifile e Emilia hanno adoperato questa parola d'appello(escludendo Filostrato)e Pampinea ne ha adoperato di piu. Che cosa significherebbe questo fatto? Possiamo forse indovinare il carattere di Pampinea da questa indice e questa preferenza? In fatti esaminando nel testo troviamo un comportamento straordinario della Pampinea. Essa era leader delle altre donne adunate nella chiesa di Santa Maria dei Fiori per andare a qualche villa fuori della citta, e quando loro sono arrivati alla villa, essa e eletta come la regina della prima giornata e quando essa racconta nella prima giornata in decimo posto dice seguenti parole-come che oggi poche o niuna donna rimasa ci sia la quale o ne' ntenda alcuno leggiadro o a quello, se pur lo' ntendesse, sappia rispondere : general vergogna e di noi e di tutte quelle che vivono-cosi Pampinea esalta la neccessita di aumentare la abilta femminile. Anche nella quarta giornata, quando tocca a essa a raccontare, il comportamento di Pampinea e un poco diverso di altri, perche mentre gli altri obbediscono all' ordine del re di quella giornata cioe Filostrato che diede un tema di coloro li cui amori ebbero infelice fine, essa sola a se sentendo il comandamento venuto piu per la sua affezione cognobbe l'animo delle compagne che quello del re per le sue parole, e per cio, piu disposta a dovere alquanto recreare loro che a dovere, fuori che del comandamento solo, il re contentare, a dire una novella, senza uscir del proposto, da ridere si dispose. Da tale atteggiamento, possiamo comprendere il carattere di Pampinea e un tipo non solamente autoritario ma anche di un carattere che aspira la urgente neccesita di alzare valore della donna. Ecco ho trovato finalmente un specie di parallelismo fra carattere di Pampinea e la sua preferita parola d'appello. Tra gli altri novellatrori e novellatrici, qualche volta simile parallelismo e</p><p>(View PDF for the rest of the abstract.)</p>
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.14, pp.1-6, 1966-01-20

Lo scopo dell' A.in questo articolo e illustrare il vasto interesse per gli studi danteschi in Giappone della epoca Meji-Taisho e la loro importanza nello sviluppo della cultura giapponese. Dante ha riscosso grande popolarita in Giappone alla fine di ottocento e Dante trovo i suoi fedeli nei circoli letterati di Tokyo, Kyoto e Sendai e piu tardi in quelli accademici dell' Universita di Kyoto. La Divina Commedia e Vita Nova divennero i libri favoriti di questa ristretta ma scelta accolta. I due celebri dantisti di questa epoca erano Kanzo Uchimura e Heisaburo Yamakawa, il primo ha studiato Dante nella Universta di Amherst tra 1884 e 1888 tornando in Giappone fece numerose conferenze su Dante, il secondo ha studiato Dante nella Universita di California tra 1904 e 1913 tornando in Giappone ha tradotto Inferno nel 1914 Purgatorio nel 1917 e Paradiso nel 1922. Questa epoca corrisponde al periodo in cui gli studi danteschi negli Stati Uniti si difusero dalla Nuova Inghilterra ad altre parti del paese, percio non solamemte Uchimura che si trovava nella Nuova Inghilterra ma anche Yamakawa che si trovava in California hanno subito una forte influenza della tendenza americana negli studi danteschi ; cioe grande interesse per il lato estetico e meno interesse per il lato teologico filosofico di Dante. Questa tendenza fu trasportata da questi due pionieri giapponesi dantisti in Giappone. Ma nel principio della epoca Taisho precisamente nel 1920, Prof.Jiro Abe comincio a indagare il lato teologico filosofico del Dante ma con metodo erroneo cioe con la filosofia di Nietzse, percio Prof.Yoshihiko Yoshimitsu, un teologo cattolico accuso di cio ma tacque presto con la sua improvvisa morte. Col declinare dell' interesse per Dante tra il pubblico, lo studio delle sue opere guadagno d' intensita e profondita nei circoli eruditi della Universita di Kyoto e nelle istituzioni culturali di tutto il paese.