著者
家田 義隆
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.20, pp.45-62, 1972-01-20

I "Ricordi" sono un libro scritto da Francesco Guicciardini. Esso non si limita ad un soggetto particolare, ma e l'insieme dei "Ricordi" della vita attiva dell' autore. I "Ricordi" riflettono le vicissitudini della vita nonche lo sviluppo di pensiero della mente profonda e fine del Guicciardini. Questi "Ricordi" furono scritti durante il periodo di circa diciotto anni. Al loro inizio, Guicciardini occupava un alto ufficio publico, ma poi, perduto questo ufficio, fu obbligato ad un involontario ritiro. Guicciardini continuo, anche allora, a scrivere i suoi "Ricordi" esprimendo in essi non solo i suoi pensieri, ma raccogliendo anche la comprova di essi che le mutate circostanze dei tempi gli fornivano. La caratteristica di pensiero del Guicciardini e un completo empirismo : "Non si confidi alcuno tanto nella prudenza naturale che si persuada quella bastare sanza l'accidentale della esperienza, perche ognuno che ha maneggiato faccende, benche prudentissimo, ha potuto conoscere che con la esperienza si aggiugne a molto cose, alle quali e impossibile che el naturale solo possa aggiugnere" (C.10), percio, per lui, cio che vale non e la filosofia(i principi filosofici), ma la storia(l'esperienza).
著者
浜谷 勝也
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.17, pp.51-62, 1969-01-20

Un'ondata di influenza provenzale raggiunge in piu luoghi la penisola italiana nella seconda meta del XII secolo : in Emilia e in Lombardia, in Toscana, in Sicilia. Attive maestranze campionesi elaborano e diffondono un nuovo linguaggio che, rompendo i legami con la tradizione scultoria lombarda, affonda le sue radici nella scultura della Provenza, specialmente di Arles e di Beaucaire. L'opera pin inportante si trova a Modena, nei rilievi del pontile del Duomo, databili all'incirca nel decennio 1165-1170 : qui le Storie della Passione sono narrate con un fare rapido e sciolto, in un linguaggio nitido e di sobria eleganza, dove la volumetricita e l'intensita pittorica provenzale si traducono in una brillante politezza di superfici sottilmente animate dal ritmo veloce della linea, che ha talvolta delicate inflessioni dolenti. Il pontile manca oggi di alcuni pezzi e, in molte parti, e stato ricomposto. Ancora una volta, nel pontile, Modena e al centro di una fitta trama di rapporti europei : ed infatti qui i rilievi sono molto prossimi alla scultura provenzale, mentre piu tarde, dei primi due decenni del secolo XIII, sono le lastre che compongono il pulpito. Queste sculture romanche a Modena rivelano anche addentellati con l'Antelami ed hanno ancora epigoni ed echi nel territorio dello provincia.
著者
松崎 芳隆
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.13, pp.39-51, 1965-01-20

Il risorgimento di Dante, o per dire meglio, la riscoperta di Dante in Francia e nato come una reazione contro il razionalismo, che ha il suo vigoroso rappresentante in Voltaire. Questa riscoperta e stata motivata da un ampio vagheggiamento per il Medioevo che e una delle caratteristiche degli scrittori del romanticismo. Quindi era molto rilevante la tendenza a valutare certo elemento mistico nelle opere di Dante. H.Balzac ha scelto come protagonista di "Les Proscrits" Dante esule, cosi come lo ha trattato il Nerval, l'autore di "Aurelia" ; vi ha trovato soltanto un discepolo di Svedenborg. Ma piu che in altre opere, il Balzac, quando e riuscito a ideare la "Comedie Humaine", avrebbe potuto avvicinarsi al magnifico mondo ideale della "Divina Commedia". Nell'eta moderna e contemporanea, i letterati francesi hanno rilevato sopratutto il profilo di Dante, "humaniste" constituendo quella tradizione francese di letteratura "humanism" che corre ininterottamente dopo il Montaigne. L'autore ha preso in esame le opere di Auguste Renaudet, che ha esposto Dante "humaniste" contro "Esoterisme de Dante" di Rene Guenon, quelle di Gide e Camus che lo hanno interpretato sotto il profilo "moralista".
著者
馬渡 一弘
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.49, pp.141-163, 1999-10-20

Per un centinaio di anni si e creduto che l'Entree d'Espagne, una canzone di gesta franco-italiana contenuta nel manoscritto V21 della Biblioteca Marciana a Venezia, fosse opera, esclusi gli ultimi 131 versi, di un anonimo autore padovano. Come giustificare allora i molti errori e le chiare contraddizioni registrati all'interno della Chanson stessa? Nonostante il presunto autore sostenga ripetutamente di essersi ispirato alla Cronaca di Turpin, un semplice confronto dei due testi rivela come la Chanson non sempre si uniformi al contenuto dell'opera dell'arcivescovo di Reims, contemporaneo di Carlo Magno. In questo articolo esaminiamo le possibili fonti relative alla nascita della Chanson e in base ai risultati ottenuti, tentiamo di desumere le modalita di produzione del manoscritto. Nel primo capitolo del presente lavoro si dimostrera come nel corso del Basso Medioevo il francese fosse diffuso nell'Italia settentrionale non solo nella produzione letteraria ma anche come lingua semiufficiale. Nel secondo capitolo si descriveranno i materiali esistenti che riguardano il manoscritto V21. Nel terzo e quarto capitolo si eseguira un confronto diretto tra l'Entree d'Espagne e la Cronaca di Turpin, individuando non solo i punti di divergenza ma evidenziando anche il fatto che gli elementi topografici presenti nella Cronaca non vengono mai uniti con quelli di diversa provenienza. Nell'ultimo capitolo si ipotizza che il manoscritto non sia opera di un unico autore ma il risultato finale del lavoro di differenti poeti che hanno attinto da diverse fonti di ispirazione.
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
vol.9, pp.1-7, 1961

<p>Novellatori e novellatrici del Decameron quasi sempre usano le parole d'appello prima di cominciare a novellare. Queste parole d'appello sono "carissime donne" "valorose donne" "bellissime donne" ecc. e ne troviamo circa 83 specie in tutto Decameron, ma abbiamo escluso(dal punto della vista del valore di queste parole d'appelloche sono usate nella novella e fuori della novella)quelle che sono state adoperate nella Introduzione e nel proemio del IV giornata e nella Conclusione dell'autore. Anche abbiamo escluso quelle che sono state adoperate da alcuni novellatori o novellatrici dopo aver finito a raccontare le novelle. Dunque, troviamo un fatto singolare che alcuna parola d'appello sono preferite da qualche particolare novellatore o novellatrice. Tra 83 parole d'appello, l'unica che era adoperata da tutti e "carissime donne" un tipo molto comune nello stesso tempo senza particolare colore. Invece "valorose donne" e stata adoperata 4 volte, 2 volte da Pampinea, 2 volte da Neifile e una volta da Emilia ed alla fine 3 volte da Filostrato. Ma non possiamo valorizzare sullo stesso livello "valorose donne" adoperata da Filostrate con le altre valorose donne" adoperate da novellatrici, perche Filostrato e uomo e possiamo sospettere che nella parola d'appello usato da novellatore si mescola qualche senso di lusinga che non si trova nella parola d'appello pronunciata da novellatrice. Dunque troviamo Pampinea e Neifile(queste due dame certamente possiedono qualche carattere simile)che adoperano e preferiscono di piu questa parola "valorose donne", pero tenendo in considerazione che Pampinea adopera una volta l'altra parola d'appello simile cioe "valorose giovani", possiamo considerare che Pampinea abbia usato di piu questo tipo di parola d'appello fra dieci novellatori di Decameron. Ciascuno e libero di adoperare qualsiasi parola d'appello ma solamente Pampinea e Neifile e Emilia hanno adoperato questa parola d'appello(escludendo Filostrato)e Pampinea ne ha adoperato di piu. Che cosa significherebbe questo fatto? Possiamo forse indovinare il carattere di Pampinea da questa indice e questa preferenza? In fatti esaminando nel testo troviamo un comportamento straordinario della Pampinea. Essa era leader delle altre donne adunate nella chiesa di Santa Maria dei Fiori per andare a qualche villa fuori della citta, e quando loro sono arrivati alla villa, essa e eletta come la regina della prima giornata e quando essa racconta nella prima giornata in decimo posto dice seguenti parole-come che oggi poche o niuna donna rimasa ci sia la quale o ne' ntenda alcuno leggiadro o a quello, se pur lo' ntendesse, sappia rispondere : general vergogna e di noi e di tutte quelle che vivono-cosi Pampinea esalta la neccessita di aumentare la abilta femminile. Anche nella quarta giornata, quando tocca a essa a raccontare, il comportamento di Pampinea e un poco diverso di altri, perche mentre gli altri obbediscono all' ordine del re di quella giornata cioe Filostrato che diede un tema di coloro li cui amori ebbero infelice fine, essa sola a se sentendo il comandamento venuto piu per la sua affezione cognobbe l'animo delle compagne che quello del re per le sue parole, e per cio, piu disposta a dovere alquanto recreare loro che a dovere, fuori che del comandamento solo, il re contentare, a dire una novella, senza uscir del proposto, da ridere si dispose. Da tale atteggiamento, possiamo comprendere il carattere di Pampinea e un tipo non solamente autoritario ma anche di un carattere che aspira la urgente neccesita di alzare valore della donna. Ecco ho trovato finalmente un specie di parallelismo fra carattere di Pampinea e la sua preferita parola d'appello. Tra gli altri novellatrori e novellatrici, qualche volta simile parallelismo e</p><p>(View PDF for the rest of the abstract.)</p>
著者
澤井 繁男
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.32, pp.79-96, 1983-03-10

Nel trattato De propria vita di G. Cardano, che puo essere considerata un'opera autobiografica, si possono individuare tre tipi di sapienza:1. la sapienza per prosperare nella vita civile;2. 1a sapienza platonica;3. la sapienza aristotelica. Cioe i tre tipi di sapienza che esistevano nel Rinascimento e che Cardano stesso incarna:nel periodo di crisi spirituale del Rinascimento, occorre un tipo di sapienza "enciclopedica"che Cardano possiede. La sapienza per prosperare nella vita civile. E'la sapienza umanistica:per Cardano la regola piu importante e "ut diu ac bene vivas". Egli crede che il mantenere pura la propria virtu sia il nucleo della sapienza: per lui la virtu e il vivere lungamente e ottenere la fama sociale. Questa virtu, cioe la sua sapienza, deriva sia dalla sua condizione sociale nel XVI sec. sia dalla sua particolare personalita. La sapienza platonica. Diceva Cardano: "…sapientia, quibus nihil in homine divinus potest inveniri" e "omnis enim sapientia a Domino Deo est". Ma in verita e difficile trovare nello stesso Cardano un'edificazione spirituale. Piuttosto egli pensava a questa gerarchia: Sapientia Divina-Spiritus-Sapientia umana. Per lui lo Spiritus, mezzo spirituale fra il divino e l'umano, e il passaggio fondamentale. La sapienza aristotelica. E'quella fondata sull'esperienza. Cardano dava importanza alla sua esperienza di medico e alla tecnica medica piu che alla sapienza divina. Questo atteggiamento potrebbe essere il principio della scienza moderna ancora prima di Galileo. In realta per il suo credere ai miracoli e ai fenomeni soprannaturali, Cardano non puo essere definito uno "scienziato moderno".
著者
小林 満
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.39, pp.80-98, 1989-10-20

Nella sua prosa scientifica Francesco Redi mantiene con fedelta e con sicurezza la metodologia sperimentale della scuola di Galilei e cerca inoltre di descrivere con la chiarezza stilistica galileiana. Ma tuttavia non sfugge spiritualmente all'influenza del clima culturale secentesco cioe al "Barocco";in questo complesso di nuove forme d' espressione formatosi secondo la visione del mondo rinnovata e allargata dal progresso della scienza e dal moltiplicarsi dei viaggi in terre sconosciute e cosi via, si rileva la dinamicita come carattere rappresentante e si persegue la "meraviglia" come tema.Malgrado la sua volonta antibarocca, in Redi esiste pure una tale tendenza, cioe quella <<a cercare nella natura argomenti ed elementi di meraviglia>>. Nella parte introduttiva delle due opere : Osservazioni intorno alle vipere e Esperienze intorno alla generazione degl'insetti, Redi sostiene la necessita di ripetere le esperienze e di vedere con i propri occhi. In questo suo metodo sperimentale ed empirico, che e eredita galileiana, si da molta importanza soprattutto alla facolta visiva. Nei suoi esperimenti l "occhio" e un'esistenza dominante. II suo "occhio" ha due aspetti : da una parte l'ingegno, cioe l'acutezza nell'osservazione e l'esattezza nella descrizione, e dall' altra la mentalita che si muove inquietamente nella natura cercando la "meraviglia". Mentre lo scienziato lavora seguendo la metodologia sperimentale galileiana, il suo "occhio" ossia la sua curiosita per la "meraviglia" lo spinge psicologicamente di esperimento in esperimento. Insomma Redi non e estraneo al "Barocco". Esaminando il carattere della prosa scientifica rediana dal punto di vista di tale "Barocco" nelle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti, specialmente quando si tratta dei vermi e cose del genere, il suo "occhio" si dimostra essere una curiosita accompagnata dal tipico gusto per il grottesco di questa epoca. Questo suo interesse visivo si volge alla diversita di colori e alla metamorfosi, ammirando la "meraviglia" della natura. II suo "occhio" si approfondisce negli infinitesimali di cose naturali con l' aiuto del microscopio. Mentre come emblema del Seicento nel campo poetico Marino e i marinisti utilizzano il microscopio il quale e un frutto della rivoluzione scientifica, Redi che lo usa nel campo scientifico assume la natura dello strumento arrivando a descrivere le cose utilizzando innumerevoli diminutivi. Anche questo rappresenta un atteggiamento dello spirito barocco che cerca di esprimere i mondi nuovi. Oltre a cosi innumerevoli sperimenti, per di piu, quest'opera si compone di numerose speculazioni sulle scienze naturali, sulla filologia e sulla poesia, e di cost vaste citazioni di ogni genere che ci sembra un vasto complesso barocco formatosi dalle varie modulazioni e dalle varie dinamicita. In conclusione pur essendo un vero successore della metodologia galileiana, Redi e tuttavia chiuso psicologicamente nella sua epoca. Si trova in questo punto un <<Barocco capovolto>>.
著者
大野 幸子
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.5, pp.88-104, 1957-01-31

Shelley spent his last four years as an Italian exile-a voluntary exile that lasted from 1818 to 1822. It is remarkable that the period was to be the most fruitful one for the floweriness and maturity of the poet's genius. Most of his masterpieces were produced in this period partly as a spontaneous overflow of his inspired imagination at the beauty of the country. Italian influence on Shelley in this respect, however, may well be investigated from its three different aspects, namely, political, literary and aesthetic, with a certain result which may lead us to a connection about the greatness of Shelley's debts to Italy.
著者
荒谷 次郎
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.14, pp.108-122, 1966-01-20

La carriera poetica e letteraria di Byron si distingue in due periodi : il periodo romantico del "Pellegrino Aroldo" e il periodo burlesco e satirico del "Don Giovanni". L' ultimo e piu maturo periodo della sua composizione letteraria furono gli otto anni dopo che ebbe lasciato la sua patria-anni tutti passati in Italia, eccetto i primi pochi mesi trascorsi in Svizzera e gli ultimi pochi mesi in Grecia. Quindi, si puo dire che la sua residenza in Italia fu importantissima non soltanto per la sua composizione poetica e letteraria ma anche per la sua vita stessa. Ma il significato del suo soggiorno in Italia e, purtroppo, poco noto e meno apprezzato in Giappone. Percio, prima di tutto, l' autore ne spiega biograficamente, accentuando l' importanza della partecipazione di Byron ai problemi politici d' Italia ed anche del suo ultimo amore della Contessa Guicoioli, la quale fu incitamento allo scrivere e all' azione ; mentre afferma che miglioro il suo metodo della composizione poetica attraverso lo studio degli scrittori italiani specialmente degli scrittori burleschi, tali come Pulci, Casti, Berni ed Ariosto. Inoltre, spiega come era l' influsso byroniano sulla letteratura romantica italiana.
著者
岩倉 具忠
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.16, pp.85-100, 1968-01-20

L'autore cerca di spiegare quale posizione importante assume la teoria del sostrato nella, linguistica storica contemporanea e di chiarire nello stesso tempo il motivo si sia spinto alla ricerca dell'origine e della formazione di quella teoria che caratterizza la scuola italiana fondata e diretta dall'Ascoli. Nel secondo capitolo viene delineato lo sviluppo del pensiero relativo al concetto del sostrato in Italia, mettendo in ordine cronologico varie testimonianze di alcuni autori appartenenti all'epoca della linguistica prescientifica, come per esempio Muratori e Maffei. Pone in rilievo la posizione particolare del Cattaneo linguista che esercitera piu tardi un forte influsso sul pensiero ascoliano. Nel terzo capitolo, attraverso l'analisi delle prime opere ascoliane, l'autore osserva che la teoria del sostrato, in poco conto dall'Ascoli fino a circa il 1860, assume un'importanza sempre maggiore nel suo pensiero, in relazione al passaggio del suo interesse dal campo della linguistica indoeuropea a quello della linguistica romania. L'autore pensa cha la formazione della teoria del sostrato nella linguistica ascoliana corrisponde esattamente alla formazione dell'Ascoli romanista avvenuta nel 1873 con la fondazione dell'Archivio Glottologico ltaliano, con la cui collaborazione Ascoli poteva formare una scuola italiana emula di quella tedesca che fino a quell'epoca godeva di un predominio assoluto nel campo della linguistica storica. E' proprio la teoria del sostrato che diventa una delle piu salienti caratteristiche di questa scuola. E' stato fatto ogni sforzo per porre la linguistica italiana in una giusta posizione nello sviluppo generale della linguistica storica avvenuto in Europa, soprattutto nella Germania dell 'Ottocento.
著者
山口 清
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.8, pp.1-6, 1959-12-30

Lo scrittore siciliano dava sottotitolo "miti" alle sue ultime opere, "La nuova colonia" (1928), "Lazzaro" (1928)e "I Giganti della montagna" (1933, incompiuto). L'Autore da brevemente notizia del utimo mito incompiuto, "Giganti della montagna". Dopo aver definito cosidetto "mitico" pirandelliano, mette in rilievo la somiglianza tra queste opere e altre opere gia scritte nei suoi ultimi decenni dell' attivita letteraria, in cui non mancano i fremiti di tono crepuscolare ed ermetico. Il mondo mitico, secondo l'autore, non e un semplice sfogo del vecchio scrittore, bensi un completamento o superamento poetico del relativismo metafisico, che esiste al centro della poesia pirandelliana, in quanto era con assiduita cercata dal lungo tormento di contemplazione del artisa. Aggiunge alla fine che la liricita nei "miti" si ricordi dei suoi primi versi del 1889-90.
著者
渡部 容子
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.37, pp.174-192, 1987-10-30

L'attivita letteraria di Italo Svevo puo essere divisa in due periodi : prima de La coscienza di Zeno e dopo di quella. Nel secondo periodo, cioe dopo La coscienza, parecchi suoi protagonisti sono la statua di Svevo come "sarebbe stata" anche se non e la statua reale dell' autore. Per esempio, nella Novella del buon vecchio e della bella fanciulla ci si accorge della distanza che esiste fra il punto di vista del protagonista e quello dell autore. Vuol dire che esistono due piani di narrazione : la narrazione del protagonista e quella dell'autore. E i due narratori funzionano come "altri" reciprocamente. Questo meccanismo di narrare su diversi piani, Svevo l'ha realizzato piu abilmente ne La coscienza di Zeno. In questo romanzo egli usa il piano dell'autore (in realta di un dottore psicanalista) e quello di Zeno stesso che si puo distinguere nel piano di narratore cosciente e nel piano del protagonista nel suo libero discorso. Questa struttura di diversi piani di narrazione ha favorito in Zeno/Svevo la libera descrizione del profondo del proprio cuore. Inoltre una nuova scienza, la psicanalisi che Svevo aveva introdotto ne La coscienza ha funzionato come abile strumento dell'espressione. Descrivendo per esempio i propri sogni, il protagonista/autore e riuscito ad oggettivare il proprio desiderio guardando direttamente il mondo dell'inconscio. La prova di descrivere il profondo del cuore, il quale non si potrebbe esprimere con le parole di uso quotidiano del mondo umano, Svevo l'aveva gia fatta nell'opera Argo e il suo padrone prima de La coscienza. In Argo, le parole di un cane Argo, i significati delle quali gli uomini non riuscirebbero ad intendere, funzionano come il discorso dell'altro e, nello stesso tempo, fanno parte dei metodi per chiarire il profondo del cuore umano (subconscio). Svevo ha potuto fare di questo discorso dell'altro uno strumento per la sua narratologia. Svevo ha vissuto dagli ultimi anni dell'Ottocento ai primi del Novecento a Trieste, dove si parlavano diverse lingue straniere e non poteva fare a memo di essere sempre cosciente del discorso delle parole degli altri. Grazie a questa coscienza e alla nuova scienza, la psicanalisi, Svevo e riuscito a costruire il proprio modo di narrare ed ha potuto descrivere con precisione e dettagliatamente il proprio cuore, cioe la verita. Questo modo di narrare ha condotto Svevo e protagonista a liberarsi dal proprio desiderio e dalle varie sue repressioni.
著者
野上 素一
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.14, pp.1-6, 1966-01-20

Lo scopo dell' A.in questo articolo e illustrare il vasto interesse per gli studi danteschi in Giappone della epoca Meji-Taisho e la loro importanza nello sviluppo della cultura giapponese. Dante ha riscosso grande popolarita in Giappone alla fine di ottocento e Dante trovo i suoi fedeli nei circoli letterati di Tokyo, Kyoto e Sendai e piu tardi in quelli accademici dell' Universita di Kyoto. La Divina Commedia e Vita Nova divennero i libri favoriti di questa ristretta ma scelta accolta. I due celebri dantisti di questa epoca erano Kanzo Uchimura e Heisaburo Yamakawa, il primo ha studiato Dante nella Universta di Amherst tra 1884 e 1888 tornando in Giappone fece numerose conferenze su Dante, il secondo ha studiato Dante nella Universita di California tra 1904 e 1913 tornando in Giappone ha tradotto Inferno nel 1914 Purgatorio nel 1917 e Paradiso nel 1922. Questa epoca corrisponde al periodo in cui gli studi danteschi negli Stati Uniti si difusero dalla Nuova Inghilterra ad altre parti del paese, percio non solamemte Uchimura che si trovava nella Nuova Inghilterra ma anche Yamakawa che si trovava in California hanno subito una forte influenza della tendenza americana negli studi danteschi ; cioe grande interesse per il lato estetico e meno interesse per il lato teologico filosofico di Dante. Questa tendenza fu trasportata da questi due pionieri giapponesi dantisti in Giappone. Ma nel principio della epoca Taisho precisamente nel 1920, Prof.Jiro Abe comincio a indagare il lato teologico filosofico del Dante ma con metodo erroneo cioe con la filosofia di Nietzse, percio Prof.Yoshihiko Yoshimitsu, un teologo cattolico accuso di cio ma tacque presto con la sua improvvisa morte. Col declinare dell' interesse per Dante tra il pubblico, lo studio delle sue opere guadagno d' intensita e profondita nei circoli eruditi della Universita di Kyoto e nelle istituzioni culturali di tutto il paese.
著者
山口 清
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.12, pp.57-63, 1964-01-20

Il Yamaguchi, Prof.della letteratura inglese all' Universita di Nagasaki, offre in questo articolo sommaria nozione del sentimento religioso del Pirandello, dando le osservazioni sopra vari tipi di personaggio, fra cui V.Moscardi in "Uno, nessuno e Centomila", 1952, T.Unzio in "canta l' Epistola", 1915, Don Angelino nel "La fede", 1923 e Don Cosmo Laurentano ne "I vecchi e i giovani", 1913. Attraverso l' esame delle opere pirandelliane, L' A.nota che vi appaiono non di rado i personaggi che hanno rinunziato alla fede religiosa e alla dottrina cristiana, mentre commentando che tali personaggi non si possono considerare l'uomo che ha perduto la pieta dei mali altrui e l' amore umano della vita. Malgrado i pieni documenti e il testamento che dimostrano il sentimento irreligioso del Pirandello, l' Autore mette in rilievo che lo scrittore di Agrigento tende, col passare del tempo, ad accostare al piu profondo amore per la gente umana, il quale spesso lega all'amore quasi panteistico delle cose di natura che si ricorda in un certo senso della pieta di San Francesco.
著者
林 羊歯代
出版者
イタリア学会
雑誌
イタリア学会誌 (ISSN:03872947)
巻号頁・発行日
no.46, pp.121-146, 1996-10-20

Nei primi decenni del Quattrocento l'incorniciatura non separava piu con archi e colonnetti il dipinto, in seguito alle innovazioni della pittura che, con l'avvento della prospettiva ad opera del Brunelleschi, esige spazi piu ampi ove poter costruire un'unica scena, e abbandonava lo slancio verticale gotico. Subito dopo il dipinto raggiungeva un formato quadrato o rettangolare. Questo mutamento recava definitivamente l'innovamento stilistico della cornice. Fondamentalmente rimane la concezione di un motivo architettonico che racchiude una scena, ma compaiono trabeazioni classiche sorrette da pilastri scanalati con capitelli corinzi o compositi. Nasce cosi a Firenze negle anni trenta del Quattrocento la cornice a tabernacolo legata all'architettura classica. Le cornici di questo tipo sono menzionate come cornici "all'antica" nei numerosi appunti di Neri di Bicci, pittore fiorentino e il suo manoscritto Ricordanze e uno dei documenti piu conosciuti e importanti nell'ambito delle fonti originali superstiti di storia dell'arte. Quindi sappiamo che le cornici di questo genere vengono considerate un tipo standard, entrato sin dagli anni cinquanta nell'uso comune. Purtroppo ormai non esiste nessuna pala importante con cornice a tabernacolo precedente al 1450. Alcuni studiosi ipotizzano che due tavole fatte negli anni trenta o quaranta siano i primi esempi della pala con cornice a tabernacolo : "Annunciazione"(San Lorenzo, Firenze) di Filippo Lippi e "Madonna col Bambino e santi"(San Marco, Firenze) di Fra Angelico. Tutt'e due le opere furono eseguite per le nuove cappelle che vennero costruite a stile rinascimentale da due rinnovatori del Rinascimento architettonico : Brunelleschi e Michelozzo. Sempre piu spesso gli studiosi mettono l'attenzione sulla stretta unita dipinto-cornice-architettura nelle cappelle rinascimentali. In seguito dovremo affrontare il problema riguardante l'ipotesi che l'architetto avesse dato indicazioni precise o quantomeno direttive sommarie circa la loro sistemazione nelle cappelle. Per quanto riguarda il disegno della cornice a tabernacolo, si possono indicare come suoi prototipi quelle numerose cornici architettoniche contemporanee, ovvero tabernacoli marmorei sui muri, finestre, portali, lavabi ecc.. Anche la cornice a edicola che racchiude rilievi marmorei o in stucco policromo raffiguranti la Madonna col Bambino eseguiti dagli anni venti va identificata come uno dei prototipi. Specialmente e prevalente l'influenza delle opere di Donatello, per esempio il tabernacolo di Parte Guelfa (Orsanmichele) e "Annunciazione" di Cavalcanti (Santa Croce) sul disegno della cornice in legno per pala d'altare. Oggi l'importanza dela cornice a tabernacolo e rilevata da due correnti di studio artistico, cioe lo studio sulla pala d'altare e quello sulla storia della cornice stessa. Sintetizzando i risultati di questi studi, in questo articolo propongo una analisi della situazione artistica e culturale ai tempi della nascita della cornice rinascimentale.